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Guide per fotografare Roma · Dove fotografare · 8 min di lettura

Trastevere in fotografia: le strade, le ore, i punti

Trastevere cambia tre volte al giorno. Le vie che reggono al mattino presto, quelle che si accendono di sera, e come fotografare un quartiere che tutti hanno già fotografato.

Trastevere è il quartiere più fotografato di Roma dopo i monumenti, e questo è esattamente il problema: le fotografie che se ne fanno sono quasi tutte identiche. Vicolo con panni stesi, edera su muro ocra, motorino appoggiato. Sono belle la prima volta e invisibili dalla decima.

Vale comunque la pena andarci, perché Trastevere ha una cosa che il centro monumentale non ha: è un quartiere in cui la gente vive davvero. E la vita, a differenza dei monumenti, non è mai identica a se stessa.

Questa guida è organizzata per fasce orarie, perché a Trastevere l'ora conta più del luogo.

Mattina presto (7:00-9:00) — il quartiere vuoto

È la fascia che quasi nessuno usa, ed è la migliore per la fotografia di architettura e di atmosfera.

Le strade sono vuote, i muri ocra prendono la luce radente da est, e il quartiere fa quello che fa ogni mattina: i furgoni delle consegne, i bar che tirano su le saracinesche, chi lava il marciapiede davanti al proprio negozio, i camerieri che sistemano i tavolini.

Dove andare:

Piazza di Santa Maria in Trastevere — la piazza vuota con la fontana e la facciata a mosaico che prende il sole è un'immagine che di sera è impossibile ottenere. Il mosaico si illumina progressivamente e per una ventina di minuti brilla davvero.

Via della Lungaretta e via della Scala — le vie principali, deserte. Prospettive lunghe, panni stesi, la luce che entra di taglio in fondo alla strada.

Il mercato di piazza San Cosimato — la mattina è vivo e vero. Fotografia di persone al lavoro, che è più interessante della fotografia di persone in vacanza.

Come lavorare: a mano, 35mm, ISO basso, e cercare le linee. Con le strade vuote la composizione geometrica funziona: convergenze, simmetrie, il taglio d'ombra sul muro.

Metà giornata (11:00-17:00) — la fascia da saltare

Sole alto, luce piatta sui muri, strade piene di gente che cerca dove pranzare. Non c'è niente che questa fascia dia e che le altre due non diano meglio.

L'unica eccezione: le giornate coperte. Con il cielo bianco uniforme Trastevere diventa fotografabile a qualsiasi ora, perché la luce diffusa entra anche nei vicoli stretti che nelle giornate di sole restano buchi neri. Un cielo grigio a Trastevere non è un ripiego, è una condizione diversa e in certi casi migliore.

Ora blu e sera (dal tramonto in poi) — il quartiere che si accende

È la fascia più difficile e la più remunerativa.

Nella mezz'ora dopo il tramonto le insegne si accendono mentre il cielo tiene ancora colore: i vicoli diventano gallerie di luce calda, la gente esce, i tavolini si riempiono.

Dove andare:

Piazza Trilussa — i gradoni si riempiono di persone sedute. È la scena più continua del quartiere e la più facile da lavorare, perché nessuno bada a te. Il rischio è la foto generica di folla: l'antidoto è isolare una persona, un gesto.

Vicolo del Cinque e vicolo del Bologna — stretti, illuminati a chiazze dalle insegne dei locali. Qui si lavora sulle pozze di luce: individui una zona illuminata sul selciato, imposti l'esposizione su quella, e aspetti che qualcuno ci entri dentro. È la tecnica più semplice per ottenere street notturna leggibile invece di macchie confuse.

Piazza di Santa Maria in Trastevere, di nuovo — la stessa piazza del mattino, irriconoscibile. Fontana illuminata, gente sui gradini, campanile contro il cielo blu.

Ponte Sisto verso il quartiere — non dentro Trastevere ma il suo accesso naturale, con il fiume e le luci del lungotevere.

Come lavorare: a mano, obiettivo luminoso (f/1.8-f/2), ISO fra 3200 e 12800 senza timori, tempo mai sotto 1/125 se vuoi le persone nitide. Il rumore si gestisce in sviluppo; il mosso non si gestisce affatto.

Le persone: come si fa senza essere sgradevoli

Trastevere è pieno di gente, e la fotografia interessante lì dentro passa per le persone. Come farlo senza risultare invadenti:

Sta' fermo, non inseguire. Trova una scena buona — una luce, uno sfondo, un angolo — e aspetta che ci passi qualcuno. Funziona meglio dell'inseguire soggetti, e sei molto meno invasivo.

Usa il 35mm e avvicinati davvero. Fotografare da lontano col teleobiettivo sembra più discreto ma in realtà è il contrario: produce immagini rubate e, quando qualcuno se ne accorge, la reazione è peggiore.

Se ti guardano, saluta. Un cenno e un sorriso risolvono il novantanove per cento delle situazioni. Se qualcuno chiede di cancellare, cancella e basta: nessuna fotografia vale una discussione in strada.

Sulla pubblicazione, sii scrupoloso. Scattare in luogo pubblico è una cosa; pubblicare l'immagine riconoscibile di una persona è un'altra, e richiede il suo consenso salvo casi particolari. Nelle scene di insieme, dove nessuno è il soggetto, il problema non si pone. Quando la foto è il ritratto di qualcuno, chiedi — e per un uso commerciale serve una liberatoria scritta.

Le impostazioni, per fascia

Mattina. Priorità di diaframma f/5.6-f/8, ISO 200-400, tempo che ne consegue. C'è luce a sufficienza e i soggetti si muovono poco: è la fascia tecnicamente più facile. Attenzione solo al contrasto fra i muri illuminati e i vicoli in ombra, che d'estate è enorme.

Giornata coperta. ISO 400-800, f/4-f/5.6. La luce è poca ma uniforme: puoi permetterti tempi non rapidissimi perché non hai da inseguire nessuno. È la condizione migliore per lavorare con calma sulle facciate e sui dettagli.

Ora blu e sera. Diaframma aperto a f/1.8-f/2.8, ISO 3200-12800, tempo mai sotto 1/125. Fuoco su una zona illuminata. Questa è la fascia in cui la maggior parte delle foto viene mossa, e il motivo è quasi sempre lo stesso: si è lasciato scendere il tempo per paura degli ISO.

Sul bilanciamento del bianco, un'avvertenza specifica di Trastevere: i muri sono ocra e le luci sono calde, quindi la scena è doppiamente calda. Se lasci l'automatico, la macchina spesso corregge troppo e ti restituisce muri grigi. Scatta in raw e valuta tu in sviluppo quanto calore tenere: qui il calore è il carattere del posto, toglierlo tutto è un errore.

Come non fare le stesse foto di tutti

Tre strade concrete:

Vai dove non vanno. Trastevere non è solo l'area attorno a Santa Maria. Verso sud, oltre viale Trastevere, il quartiere è più residenziale e molto meno fotografato: via di San Francesco a Ripa, le vie intorno a piazza San Cosimato, la zona verso Porta Portese.

Fotografa i dettagli, non le vedute. Le maniglie, i campanelli, i cartelli scritti a mano, le targhe, i gatti. Un insieme di dettagli racconta un quartiere meglio di cinque panoramiche.

Torna. La differenza fra una foto turistica e una foto di quartiere è il numero di volte che ci sei stato. La seconda visita produce già immagini diverse, perché hai smesso di guardare quello che salta all'occhio.

Attrezzatura, minima

Un corpo e un obiettivo. 35mm equivalente se ne porti uno solo: le strade sono strette e il 50 a volte non ti fa stare indietro abbastanza. Se scatti di sera, luminoso.

Il treppiede a Trastevere è quasi sempre di intralcio: le strade sono strette, la gente passa, e la fotografia che ha senso qui è di persone in movimento, che il treppiede non aiuta.

Le stagioni a Trastevere

Estate. Il quartiere vive fuori fino a tardi e la sera si allunga: alle undici c'è ancora gente ovunque. In compenso è pienissimo di visitatori e le immagini rischiano di somigliarsi. L'ora buona si sposta molto tardi, perché il tramonto è verso le nove.

Inverno. Meno gente, più romani, e il buio alle cinque e mezza: l'ora blu arriva quando le strade sono ancora piene di persone che rientrano, il che è la combinazione migliore che Trastevere possa offrire. Le sere di pioggia, poi, riempiono il selciato di riflessi che moltiplicano ogni insegna.

Mezze stagioni. Il compromesso: temperature che tengono la gente fuori e una quantità di visitatori ancora gestibile. Aprile e ottobre sono i due mesi migliori in assoluto per fotografare qui.

Il selciato bagnato: la condizione da non perdere

Vale una sezione a parte perché è la cosa che trasforma Trastevere più di qualsiasi altra.

I sampietrini bagnati riflettono ogni fonte di luce. Un vicolo che asciutto è buio e piatto, dopo la pioggia diventa una superficie che rimanda le insegne e raddoppia la luminosità della scena. Le foto migliori del quartiere si fanno nella mezz'ora dopo che ha smesso di piovere, quando l'acqua è ancora sul selciato e la gente ricomincia a uscire.

Tecnicamente cambia poco — stesse impostazioni della sera — ma conviene abbassarsi: più il punto di vista è basso, più superficie riflettente entra nell'inquadratura. All'altezza degli occhi il riflesso quasi non si vede; a cinquanta centimetri riempie metà foto.

Se piove ancora, un sacchetto e un panno bastano: nessuna delle situazioni descritte qui richiede di stare sotto l'acqua per più di qualche minuto.

Un giro che sta in tre ore

Ora blu: parti da Ponte Sisto, entra da piazza Trilussa, sali per via del Moro. Sera piena: piazza di Santa Maria, poi i vicoli intorno a via della Scala e vicolo del Cinque. Chiusura: verso San Cosimato, dove la vita è più locale e meno turistica.

Due chilometri scarsi, e la maggior parte del tempo passata fermi ad aspettare che succeda qualcosa. È il ritmo giusto: la street non si cammina, si presidia.

Farlo con qualcuno accanto

La street notturna è la disciplina in cui la distanza fra sapere la teoria e riuscirci è più larga: sai che devi avvicinarti, e non ti avvicini. Il gruppo aiuta, banalmente perché con altre cinque persone che fanno la stessa cosa il primo passo costa meno.

È metà del lavoro del workshop di street notturna a Roma, insieme alle impostazioni.

Domande frequenti

Qual è l'ora migliore per fotografare Trastevere?

Dipende da cosa cerchi. La mattina presto, fra le sette e le nove, per le strade vuote, i muri ocra nella luce radente e i negozianti che aprono. La sera, dall'ora blu in poi, per la vita, le insegne e la gente ai tavolini. Il pomeriggio è l'unica fascia da evitare: luce alta, folla e nessuna delle due atmosfere.

Si possono fotografare le persone per strada a Trastevere?

In uno spazio pubblico si può fotografare, ma pubblicare l'immagine riconoscibile di una persona è un'altra cosa e richiede il suo consenso, salvo i casi di cronaca o di scene di insieme in cui nessuno è il soggetto. In pratica: scatta pure, e se una foto ha una persona chiaramente riconoscibile come soggetto principale, chiedi prima di pubblicarla. Nei locali e nei negozi vale il permesso del gestore.

Che obiettivo serve per fotografare Trastevere?

Un 35mm o un 50mm equivalente coprono quasi tutto: le strade sono strette e col teleobiettivo non hai la distanza per usarlo. Se scatti di sera serve luminoso, f/1.8 o f/2, perché l'illuminazione è scarsa e i soggetti si muovono.

Preferisci farlo accompagnato?

Le informazioni sono qui. Quello che una guida scritta non può darti è la correzione mentre scatti, quando serve.

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